Si usano anche così.
GinTonics
martedì 28 giugno 2011
lunedì 27 giugno 2011
Prima Gita
Eccoci qui ritornati a Beira dopo un week end al parco di Gorongosa!
Allora,premetto che nonostante temessi il peggio sono riuscita ad arrivare senza sbagliare aereo,senza dimenticare il passaporto e sopratutto senza perdermi in qualche aeroporto.
Ovviamente non essendo mai uscita dall'Europa (escludendo la Turchia) sono come una mocciosetta che si meraviglia di tutto e fa domande imbecilli...per fortuna nessuno mi capisce.
Comunico metà in italiano e metà in pseudospagnolo e le risposte che mi danno sono come delle lunghissime supercazzole in cui capisco tre parole e per il resto o annuisco o rido se qualcuno ride, mi pare funzioni abbastanza. Qui sono tutti di una gentilezza rara.
Ci sarebbero molte cose da dire e molte impresioni da raccontare ma per ora torniamo al nostro week end...dopo 4 ore di macchina insieme a Tiziana,Luca e la piccola Camilla siamo approdati al parco del Gorongosa.
Pecorrendo la strada che portava al parco, passata già la prima entrata, abbiamo trovato sulla strada due elefanti!
Dopo aver emesso uno "woow", dopo averlo ridetto mentre venivano verso di noi, ed averlo ripetuto con un dubbio crescente mano a mano che avanzavano sempre verso di noi, mi sono un attimo agitata facendo notare la cosa...ma erano tutti molto tranquilli, perfino Dani!
Fortunatamente alla fine si sono spostati a lato,nella vegetazione, e noi gli siamo passati vicini.Uno di loro ci ha ringhiato. So che può sembrare pazzesco ma vi giuro che ha farro una spece di verso misto tra sbuff e ringhiata. Siamo ripartiti in fretta.
Ecco una foto a dimostrazione di quanto erano vicini (considerando che la mia macchina ha uno zoom inesistente)
Arrivati al parco nel pomeriggio abbiamo fatto un giretto all'interno e abbiamo visto gazzelle,un'aquila,altri animali tipo gazzalle,scimmie e facoceri a volontà.
La sera mentre eravamo a bere una birra, nella tv del ristorante facevano vedere il parco negli anni '60 ed era nettamente diverso. Durante i vent'anni di guerra civile gli animali sono stati cacciati e mangiati dai soldati della Renamo (il partito "ribelle") per sopravvivere e da quelli della Frelimo per impedire a quest'ultimi di farlo. Il parco è stato quindi abbandonato a sè stesso. Ad oggi la parte centrale con gli alloggi è messa molto bene, ma all'interno del parco le strutture sono distrutte e gli animali languono ovviamente. Piano piano si ripopolerà sicuramente,considerando che c'è una crescita annuale del 10%.
Nel parco,come a Beira, c'è questa grande contraddizione tra passato e presente, tra qualcosa che è stato costruito dagli e per gli europei, e la realtà di un paese che è decisamente diversa. Hanno confezionato a questa città un bell'abito alla moda ma purtroppo questa moda non gli appartiene .
Allora,premetto che nonostante temessi il peggio sono riuscita ad arrivare senza sbagliare aereo,senza dimenticare il passaporto e sopratutto senza perdermi in qualche aeroporto.
Ovviamente non essendo mai uscita dall'Europa (escludendo la Turchia) sono come una mocciosetta che si meraviglia di tutto e fa domande imbecilli...per fortuna nessuno mi capisce.
Comunico metà in italiano e metà in pseudospagnolo e le risposte che mi danno sono come delle lunghissime supercazzole in cui capisco tre parole e per il resto o annuisco o rido se qualcuno ride, mi pare funzioni abbastanza. Qui sono tutti di una gentilezza rara.
Ci sarebbero molte cose da dire e molte impresioni da raccontare ma per ora torniamo al nostro week end...dopo 4 ore di macchina insieme a Tiziana,Luca e la piccola Camilla siamo approdati al parco del Gorongosa.
Pecorrendo la strada che portava al parco, passata già la prima entrata, abbiamo trovato sulla strada due elefanti!
Dopo aver emesso uno "woow", dopo averlo ridetto mentre venivano verso di noi, ed averlo ripetuto con un dubbio crescente mano a mano che avanzavano sempre verso di noi, mi sono un attimo agitata facendo notare la cosa...ma erano tutti molto tranquilli, perfino Dani!
Fortunatamente alla fine si sono spostati a lato,nella vegetazione, e noi gli siamo passati vicini.Uno di loro ci ha ringhiato. So che può sembrare pazzesco ma vi giuro che ha farro una spece di verso misto tra sbuff e ringhiata. Siamo ripartiti in fretta.
Ecco una foto a dimostrazione di quanto erano vicini (considerando che la mia macchina ha uno zoom inesistente)
Arrivati al parco nel pomeriggio abbiamo fatto un giretto all'interno e abbiamo visto gazzelle,un'aquila,altri animali tipo gazzalle,scimmie e facoceri a volontà.
La sera mentre eravamo a bere una birra, nella tv del ristorante facevano vedere il parco negli anni '60 ed era nettamente diverso. Durante i vent'anni di guerra civile gli animali sono stati cacciati e mangiati dai soldati della Renamo (il partito "ribelle") per sopravvivere e da quelli della Frelimo per impedire a quest'ultimi di farlo. Il parco è stato quindi abbandonato a sè stesso. Ad oggi la parte centrale con gli alloggi è messa molto bene, ma all'interno del parco le strutture sono distrutte e gli animali languono ovviamente. Piano piano si ripopolerà sicuramente,considerando che c'è una crescita annuale del 10%.
Nel parco,come a Beira, c'è questa grande contraddizione tra passato e presente, tra qualcosa che è stato costruito dagli e per gli europei, e la realtà di un paese che è decisamente diversa. Hanno confezionato a questa città un bell'abito alla moda ma purtroppo questa moda non gli appartiene .
giovedì 23 giugno 2011
giovedì 16 giugno 2011
Malnutrizione II
La malnutrizione è un posto orribile. Bisogna abituarsi, devi imparare a dimenticarlo nel momento in cui esci. Sui letti girano un sacco di scarafaggi. E' pieno di mosche. I pazienti puzzano di stalla.
I bambini muoiono, quelli vivi sono tristi, la mamme e le nonne urlano e si disperano che tolgono il cuore. Ti senti incapace, inutile e lo sei. Parti la mattina dai bambini che stanno peggio fino ad arrivare in fondo alla grande sala (conta 15 letti per lato, spesso con più bambini) e trovi quelli che lì ci sono arrivati, che ormai stanno bene. Bisogna andarsene a casa pensando a questi. Non ai primi che non sai se troverai il giorno dopo. Man mano che avanzo lungo il reparto mi riempio di dubbi sui pazienti già visti e poi questi dubbi rimangono con me fino a casa, fino a prima di dormire. I colleghi medici mozambicani sono giovani e bravissimi. L'esperienza gli permette di decifrare questi bambini complicatissimi con un'occhiata. Mi aiutano un sacco. A volte sbagliano ma sono errori inevitabili vista l'assenza di mezzi diagnostici efficaci.
Ecco. Adesso capite un po' meglio cosa sia la malnutrizione.
I bambini muoiono, quelli vivi sono tristi, la mamme e le nonne urlano e si disperano che tolgono il cuore. Ti senti incapace, inutile e lo sei. Parti la mattina dai bambini che stanno peggio fino ad arrivare in fondo alla grande sala (conta 15 letti per lato, spesso con più bambini) e trovi quelli che lì ci sono arrivati, che ormai stanno bene. Bisogna andarsene a casa pensando a questi. Non ai primi che non sai se troverai il giorno dopo. Man mano che avanzo lungo il reparto mi riempio di dubbi sui pazienti già visti e poi questi dubbi rimangono con me fino a casa, fino a prima di dormire. I colleghi medici mozambicani sono giovani e bravissimi. L'esperienza gli permette di decifrare questi bambini complicatissimi con un'occhiata. Mi aiutano un sacco. A volte sbagliano ma sono errori inevitabili vista l'assenza di mezzi diagnostici efficaci.
Ecco. Adesso capite un po' meglio cosa sia la malnutrizione.
mercoledì 8 giugno 2011
Malnutrizione
In queste ultime settimane il mio lavoro è un po' cambiato. Lavoravo in parte all'ospedale ed in parte nei Centri di Salute della periferia della città. Ora lavoro tutti i giorni in ospedale e solo nel pomeriggio, non sempre e comunque non per attività clinica, mi sposto nei Centri di Salute. Questo riassestamento dell'attività lavorativa è dovuto al fatto che in quest' ultimo mese lavorerò nel reparto di malnutrizione dove il tipo di malato rende necessaria un'osservazione quotidiana da parte della stessa persona.
E' utile specificare cosa sia il reparto di malnutrizione non esistendo nulla di simile nelle nostre pediatrie. Bisogna partire da alcune considerazioni. Il bambino si alimenta non solo per avere le energie per le sue normali attività (di solito giocare, qui anche lavorare) ma ha bisogno anche delle energie per crescere. Ha poi bisogno di una dieta il più equilibrata possibile nel senso di completezza in micronutrienti (vitamine e minerali) proprio in ragione della sua crescita. Allo stesso tempo il bambino non ha la capacità di trovarsi il cibo e dipende da chi lo accudisce (qui troppo spesso non i genitori); in molte famiglie i pasti si fanno su un'unico piatto ed il bambino non ha la capacità di farsi valere e finisce per mangiare troppo poco. Insomma la necessità di un reparto di malnutrizione nasce in contesti sociali nei quali l'accesso agli alimenti non è sufficiente ed i primi a soffrire di tale situazione, per i motivi che abbiamo detto, sono i bambini.
In parte sono quindi spiegate le cause del perchè si arriva ad avere un bambino malnutrito. Ora resta da spiegare perchè serva un reparto, il più grande della pediatria, per rimetterlo in sesto. Non basta assicurarsi che inizi a mangiare come si deve?
I bambini malnutriti non lo sono da qualche settimana, la malnutrizione è un processo che si realizza nel corso di mesi e talvolta anni. Raggiungono un equilibrio precario che gli permette solo di sopravvivere. In questi corpi assolutamente debilitati tutto si indebolisce, si atrofizza. Non c'è grasso. Non ci sono muscoli e non c'è la forza per muoverli. Non c'è energia per pensare, lo sguardo è fisso nel vuoto e la reazione a qualsiasi stimolo è un pianto lamentoso. Anche le difese immunitarie sono deboli e questi corpi ospitano di conseguenza ogni tipo di infezione, da quella respiratoria a quella intestinale. Non possono tornare a mangiare normalmente, l'intestino non è più abituato a ricevere cibo e ad assorbirlo. Non possono nemmeno bere quanto vorrebbero, il cuore si è abituato a lavorare con minime cariche di liquidi ed un'improvviso aumento dei volumi lo farebbe collassare.
Ruolo di medici ed infermieri è quello di accompagnare questi piccoli lungo un lento ritorno alla normale ripresa di tutte le loro attività. E quindi dobbiamo difenderli dalle infezioni e debellare quelle già presenti. Dobbiamo iniziare una lenta e graduale rialimentazione con poche quantità di preparati altamente energetici. Rifornire le scorte delle principali vitamine, di ferro e degli altri microelementi. Il processo dura dalle tre alle sei settimane.
In buona parte della letteratura medica che ho letto tra i segni prognostici positivi in questi pazienti c'è la ricomparsa del sorriso nei primi giorni dopo la ripresa dell'alimentazione. Mi ha colpito trovare un segno di questo tipo nei freddi articoli o manuali di medicina.
Ho visto qualcuno di questi sorrisi e sembrano volerti dire: "Ce l'ho fatta, si ricomincia".
Quando il bambino riparte la soddisfazione è enorme. I miglioramenti sono continui e sorprendono le mamme che si riempiono di gioia. Per mesi erano state con un figlio assente, inesistente, per loro irrecuperabile e lentamente lo vedono rifiorire sotto i loro occhi. Non volevo usare il verbo rifiorire ma per quanto patetico e sdolcinato descrive perfettamente quello che succede.
Più o meno è questa la malnutrizione.
E' utile specificare cosa sia il reparto di malnutrizione non esistendo nulla di simile nelle nostre pediatrie. Bisogna partire da alcune considerazioni. Il bambino si alimenta non solo per avere le energie per le sue normali attività (di solito giocare, qui anche lavorare) ma ha bisogno anche delle energie per crescere. Ha poi bisogno di una dieta il più equilibrata possibile nel senso di completezza in micronutrienti (vitamine e minerali) proprio in ragione della sua crescita. Allo stesso tempo il bambino non ha la capacità di trovarsi il cibo e dipende da chi lo accudisce (qui troppo spesso non i genitori); in molte famiglie i pasti si fanno su un'unico piatto ed il bambino non ha la capacità di farsi valere e finisce per mangiare troppo poco. Insomma la necessità di un reparto di malnutrizione nasce in contesti sociali nei quali l'accesso agli alimenti non è sufficiente ed i primi a soffrire di tale situazione, per i motivi che abbiamo detto, sono i bambini.
In parte sono quindi spiegate le cause del perchè si arriva ad avere un bambino malnutrito. Ora resta da spiegare perchè serva un reparto, il più grande della pediatria, per rimetterlo in sesto. Non basta assicurarsi che inizi a mangiare come si deve?
I bambini malnutriti non lo sono da qualche settimana, la malnutrizione è un processo che si realizza nel corso di mesi e talvolta anni. Raggiungono un equilibrio precario che gli permette solo di sopravvivere. In questi corpi assolutamente debilitati tutto si indebolisce, si atrofizza. Non c'è grasso. Non ci sono muscoli e non c'è la forza per muoverli. Non c'è energia per pensare, lo sguardo è fisso nel vuoto e la reazione a qualsiasi stimolo è un pianto lamentoso. Anche le difese immunitarie sono deboli e questi corpi ospitano di conseguenza ogni tipo di infezione, da quella respiratoria a quella intestinale. Non possono tornare a mangiare normalmente, l'intestino non è più abituato a ricevere cibo e ad assorbirlo. Non possono nemmeno bere quanto vorrebbero, il cuore si è abituato a lavorare con minime cariche di liquidi ed un'improvviso aumento dei volumi lo farebbe collassare.
Ruolo di medici ed infermieri è quello di accompagnare questi piccoli lungo un lento ritorno alla normale ripresa di tutte le loro attività. E quindi dobbiamo difenderli dalle infezioni e debellare quelle già presenti. Dobbiamo iniziare una lenta e graduale rialimentazione con poche quantità di preparati altamente energetici. Rifornire le scorte delle principali vitamine, di ferro e degli altri microelementi. Il processo dura dalle tre alle sei settimane.
In buona parte della letteratura medica che ho letto tra i segni prognostici positivi in questi pazienti c'è la ricomparsa del sorriso nei primi giorni dopo la ripresa dell'alimentazione. Mi ha colpito trovare un segno di questo tipo nei freddi articoli o manuali di medicina.
Ho visto qualcuno di questi sorrisi e sembrano volerti dire: "Ce l'ho fatta, si ricomincia".
Quando il bambino riparte la soddisfazione è enorme. I miglioramenti sono continui e sorprendono le mamme che si riempiono di gioia. Per mesi erano state con un figlio assente, inesistente, per loro irrecuperabile e lentamente lo vedono rifiorire sotto i loro occhi. Non volevo usare il verbo rifiorire ma per quanto patetico e sdolcinato descrive perfettamente quello che succede.
Più o meno è questa la malnutrizione.
martedì 7 giugno 2011
lunedì 6 giugno 2011
Balkani
Mi pare che ci sia più di qualcuno che ha una mezza di fare un giro balcanico questa estate.
Così ho pensato di mettervi le foto del viaggio fatto con Ange l'anno scorso. Mi pare che nessuno le avesse ancora viste.
Le foto le ha fatte Ange chiaramente!
Foto Balcani 2010
Così ho pensato di mettervi le foto del viaggio fatto con Ange l'anno scorso. Mi pare che nessuno le avesse ancora viste.
Le foto le ha fatte Ange chiaramente!
Foto Balcani 2010
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