In queste ultime settimane il mio lavoro è un po' cambiato. Lavoravo in parte all'ospedale ed in parte nei Centri di Salute della periferia della città. Ora lavoro tutti i giorni in ospedale e solo nel pomeriggio, non sempre e comunque non per attività clinica, mi sposto nei Centri di Salute. Questo riassestamento dell'attività lavorativa è dovuto al fatto che in quest' ultimo mese lavorerò nel reparto di malnutrizione dove il tipo di malato rende necessaria un'osservazione quotidiana da parte della stessa persona.
E' utile specificare cosa sia il reparto di malnutrizione non esistendo nulla di simile nelle nostre pediatrie. Bisogna partire da alcune considerazioni. Il bambino si alimenta non solo per avere le energie per le sue normali attività (di solito giocare, qui anche lavorare) ma ha bisogno anche delle energie per crescere. Ha poi bisogno di una dieta il più equilibrata possibile nel senso di completezza in micronutrienti (vitamine e minerali) proprio in ragione della sua crescita. Allo stesso tempo il bambino non ha la capacità di trovarsi il cibo e dipende da chi lo accudisce (qui troppo spesso non i genitori); in molte famiglie i pasti si fanno su un'unico piatto ed il bambino non ha la capacità di farsi valere e finisce per mangiare troppo poco. Insomma la necessità di un reparto di malnutrizione nasce in contesti sociali nei quali l'accesso agli alimenti non è sufficiente ed i primi a soffrire di tale situazione, per i motivi che abbiamo detto, sono i bambini.
In parte sono quindi spiegate le cause del perchè si arriva ad avere un bambino malnutrito. Ora resta da spiegare perchè serva un reparto, il più grande della pediatria, per rimetterlo in sesto. Non basta assicurarsi che inizi a mangiare come si deve?
I bambini malnutriti non lo sono da qualche settimana, la malnutrizione è un processo che si realizza nel corso di mesi e talvolta anni. Raggiungono un equilibrio precario che gli permette solo di sopravvivere. In questi corpi assolutamente debilitati tutto si indebolisce, si atrofizza. Non c'è grasso. Non ci sono muscoli e non c'è la forza per muoverli. Non c'è energia per pensare, lo sguardo è fisso nel vuoto e la reazione a qualsiasi stimolo è un pianto lamentoso. Anche le difese immunitarie sono deboli e questi corpi ospitano di conseguenza ogni tipo di infezione, da quella respiratoria a quella intestinale. Non possono tornare a mangiare normalmente, l'intestino non è più abituato a ricevere cibo e ad assorbirlo. Non possono nemmeno bere quanto vorrebbero, il cuore si è abituato a lavorare con minime cariche di liquidi ed un'improvviso aumento dei volumi lo farebbe collassare.
Ruolo di medici ed infermieri è quello di accompagnare questi piccoli lungo un lento ritorno alla normale ripresa di tutte le loro attività. E quindi dobbiamo difenderli dalle infezioni e debellare quelle già presenti. Dobbiamo iniziare una lenta e graduale rialimentazione con poche quantità di preparati altamente energetici. Rifornire le scorte delle principali vitamine, di ferro e degli altri microelementi. Il processo dura dalle tre alle sei settimane.
In buona parte della letteratura medica che ho letto tra i segni prognostici positivi in questi pazienti c'è la ricomparsa del sorriso nei primi giorni dopo la ripresa dell'alimentazione. Mi ha colpito trovare un segno di questo tipo nei freddi articoli o manuali di medicina.
Ho visto qualcuno di questi sorrisi e sembrano volerti dire: "Ce l'ho fatta, si ricomincia".
Quando il bambino riparte la soddisfazione è enorme. I miglioramenti sono continui e sorprendono le mamme che si riempiono di gioia. Per mesi erano state con un figlio assente, inesistente, per loro irrecuperabile e lentamente lo vedono rifiorire sotto i loro occhi. Non volevo usare il verbo rifiorire ma per quanto patetico e sdolcinato descrive perfettamente quello che succede.
Più o meno è questa la malnutrizione.
Grande Nardo, anche divulgatore scientifico!Spiegazioni causa-effetto con esemplificazioni pratiche e pure le immagini colorate!Meglio di Piero Angela!E la frase "In parte sono quindi spiegate le cause del perchè si arriva ad avere un bambino malnutrito" mi ha emozionato...come per dire "TA-DA,non te l'aspettavi e non te ne sei accorto,ma con quello che ti ho appena detto nelle righe sopra ti ho fatto una mini lezione di medicina".Mi è sembrato per un attimo di leggere Science o The Lancet. Oppure il sussidiario delle medie.
RispondiEliminaBhè, ormai hai provato proprio tutti gli stili...ti manca solo il fumetto.
P.S.: da notare come sulla cartina colorata della malnutrazione la Città del Vaticano risulti grigia, cioè "no data".Io,nel dubbio,gli paracaduterei dei pacchi di viveri di emergenza,che non si sa mai.Almeno della Nutella,che spalmata sulle ostie ci fa anche la sua porca figura.
Senza parole, sei un grande .... lacrimuccia.
RispondiEliminaLella