giovedì 16 giugno 2011

Malnutrizione II

La malnutrizione è un posto orribile. Bisogna abituarsi, devi imparare a dimenticarlo nel momento in cui esci. Sui letti girano un sacco di scarafaggi. E' pieno di mosche. I pazienti puzzano di stalla. 
I bambini muoiono, quelli vivi sono tristi, la mamme e le nonne urlano e si disperano che tolgono il cuore. Ti senti incapace, inutile e lo sei.  Parti la mattina dai bambini che stanno peggio fino ad arrivare in fondo alla grande sala (conta 15 letti per lato, spesso con più bambini) e trovi quelli che lì ci sono arrivati, che ormai stanno bene. Bisogna andarsene a casa pensando a questi. Non ai primi che non sai se troverai il giorno dopo. Man mano che avanzo lungo il reparto mi riempio di dubbi sui pazienti già visti e poi questi dubbi rimangono con me fino a casa, fino a prima di dormire. I colleghi medici mozambicani sono giovani e bravissimi. L'esperienza gli permette di decifrare questi bambini complicatissimi con un'occhiata. Mi aiutano un sacco. A volte sbagliano ma sono errori inevitabili vista l'assenza di mezzi diagnostici efficaci. 

Ecco. Adesso capite un po' meglio cosa sia la malnutrizione.

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