giovedì 26 maggio 2011

Bin Laden

A molti ho già raccontato questo dialogo con Antonio una guardia di casa mia ma soprattutto un amico.
Il dialogo si svolge durante un pranzo di chima (polenta) e pesce mangiati con le mani, nei giorni successivi la cattura e morte di Osama Bin Laden.

"Ancora caldo, eh", mi fa lui.
"Ancora, ancora ma non credo che per me arriverà mai il freddo qui"
"Sheee, arriverà vedrai, avrai freddo di notte, proprio freddo"
"Non credo...."
"...."
"...."
Silenzio. Per rompere il ghiaccio chiedo: "Hai sentito che hanno ucciso Osama Bin Laden?"
"L'ho già sentito... è forse quell'indiano del negozio in centro?"
Rido. "No, Antonio, allora mi sa che non lo conosci"
"Ma l'hanno ammazzato perchè gli sono entrati in casa per rubare?" (Cosa che qui accade spesso)
"Beh, sì, in effetti, sì", rispondo io.

In quel momento spiegare chi era Bin Laden ad Antonio mi pareva un impresa ardua. E poi... chi cazzo è Bin Laden? In realtà non lo sappiamo nemmeno noi.

Passano due giorni e Antonio contrattacca: "Ma nessuno sa di questo tipo che hanno ammazzato in centro, sei proprio sicuro Daniel?".
"Ma, boh, in effetti erano voci, probabilmente ho capito male". 

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