Venne costruito negli anni Cinquanta in piena epoca coloniale. Era il più grande e lussuoso hotel di tutta l'Africa.
Grandi scalinate e saloni arredati con legni pregiati fatti arrivare appositamente dall'Europa, una discoteca, una piscina olimpionica, perfino il casinò. Si rivelò eccessivo. I costi erano elevatissimi ed il turismo sempre troppo poco. Così presto venne chiuso, appena dieci anni dopo la sua apertura. Per qualche anno ancora venne adibito a discoteca e ne fu utilizzata l'enorme piscina. Poi venne la guerra, vennero le guerre. I rifugiati che arrivavano in città lo videro come un ovvio ricovero ed iniziò così l'occupazione.
Lentamente il Grande Hotel è stato depredato di tutto, dal legno che rivestiva i pavimenti di corridoi e saloni fino ai tubi del sistema idraulico ed i cavi di quello elettrico. E' rimasto solo uno scheletro di cemento. Architettonicamente è imponente, elegante ma allo stesso tempo ispira pietà.
Nei periodi di maggiore affollamento sono arrivate a viverci fino a 5000 persone. Oggi pare ve ne siano attorno alle 2000. Questi squatter senza nulla vivono in case che possono essere uno dei sottoscala delle grandi gradinate, una parte delle grandi cucine o una delle grandi celle frigorifere che si trovano nei sotterranei. Molte aree sono crollate, tutti i parapetto delle scale e delle balconate interne sono distrutti o sono stati smontati per creare altri muri interni. La grande piscina è vuota e viene usata in parte come latrina in parte come collettore di acqua piovana. All'interno non c'è luce, non c'è acqua corrente. I grandi vani degli ascensori sono diventati le discariche di questa città in miniatura. Spesso qualche bambino precipita da uno dei tre piani. I più fortunati sono quelli che cadono nel vano ascensore o nelle trombe delle scale più piccole, quelle un tempo usate dal personale di servizio. La spazzatura che si è accumulata in questi spazi li salva, attutendone la caduta.
Gli occupanti si sono inevitabilmente organizzati ed oggi c'è un presidente della comunità, c'è un tribunale interno ed una lista di anzianità per chi puo' passare ad uno spazio migliore.
Non puo' entrare chiunque, è necessaria l'autorizzazione del regolo e del presidente della comunità.
Di notte il Grande Hotel è un buco buio nel mezzo della città. Se ne intuisce l'esistenza solo per qualche lumino che si scorge nelle finestre e per le grida continue che vengono dal suo interno.
Io non ci sono mai entrato ma ogni volta che gli passo accanto cerco di intravedere squarci di vita al suo interno e scorgo bambini, decine di bambini in equilibrio su piani diroccati di cemento armato.
Il Grande Hotel ti colpisce perchè è un ossimoro. Ti colpisce l'intenzione per la quale era stato costruito e l'intenzione per la quale è abitato ora. Voleva essere "the pride of Africa" ed è diventato solo un altro slum. Voleva accogliere pochi ricchissimi eletti in appartamenti sfarzosi ed ora ospita migliaia di poveri in decrepiti buchi.

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