La scorsa settimana, approfittando delle ferie per la Santa Pasqua, sono andato in viaggio in Zimbabwe. La motivazione principale del viaggio risiedeva in un festival di musica e teatro che facevano nella capitale, Harare.
Lo Zimbabwe, ex Rhodesia, ha una storia diversissima da quella del Mozambico. E' uno Stato che è sempre stato molto legato agli inglesi e dove anche dopo l'indipendenza i bianchi hanno continuato ad avere un ruolo importante nella vita economica. Principalmente grazie al fatto che dopo la decolonizzazione non vi è stata una forte discontinuità e comunque il passaggio di potere è avvenuto senza una lunga lotta armata lo Zimbabwe si è andato configurando come un'eccezione nell'Africa Australe, somigliante più al SudAfrica che agli altri stati vicini, tipo o querido mozambique. E' stato per molti anni definito la Svizzera d'Africa. Tuttavia negli ultimi anni il presidente Mugabe, in carica dall''80, ha iniziato un processo di forzata espropriazione delle terre ai bianchi e di rimozione di quelli che si trovavano in posti strategici. A parte la appropiatezza o meno di questa misura, il tutto è stato fatto senza avere una classe con capacità tali da permetterle di rimpiazzare quella preesistente. E così a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso il paese è andato incontro ad una crisi enorme che ha portato ad un crack economico con un'inflazione incontrollabile a tal punto che hanno lasciato la loro moneta adottando una valuta estera, il dollaro americano. A questo si sono sovrapposti problemi più tipicamente africani vale a dire numerose epidemie di colera che hanno falcidiato le popolazioni di numerose aree ed una delle più disastrose epidemie di HIV della storia. Quest'ultima è stata peraltro in gran parte resa possibile dalla cecità del Governo che ha voluto ammettere l'esistenza del problema solo molto tardivamente.
Date queste rapide premesse uno si aspetta di arrivare in uno Stato allo sbando ed invece mi sono stupito del contrario. Strade in ordine, città pulite e con edifici integri, supermercati. Nelle campagne, grandi coltivazioni in ordine, mietitrebbie, case in mattoni e gente con le scarpe. E' stata una visione che mi ha stupito ma in effetti credo che la ragione principale dello stupore fosse la mia provenienza, o querido mozambique, dove le mietitrebbie non ci sono, le case sono baracche, le strade sono piste e le scarpe un lusso (che spesso va spaiato).
Detto questo, le cose che vanno ricordate del viaggio:
1. Festival da paura con gruppi veramenti belli ed emozionanti tra i quali cito Nneka (nigerotedesca con band newyorkbronx-camerun-brasile-australia) e i Publish The Quest (gruppo di Seattle un pò rock, un po' pop, un po' ska, un po' blues ma in generale gordo);
2. Ostello poco accogliente pieno di preservativi (usati e nuovi) e manifesti sulla prevenzione del colera appesi a tutte le pareti al parco Chimanimani e casa invece molto accogliente con grigliata di carne annessa sul lago Chivero;
3. Viaggio in taxi con autista completamente sbronzo e rischio botto serio o botte serie (alla fine solo botto piccolo contro il cancello di una casa innocente);
4. Arrivare a 500 metri dalla cima della montagna più alta del Mozambico e tornare indietro non si puo' fare e continuerò a non permettere che le persone amate lo facciano (!);
5. La condivisione della stanza in ostello con una pazza Sudafricana che quando le chiedevi il nome rispondeva: "I'm the only African Gipsy Reggae Terrorist" e poi tornava sfatta alle 7 di mattina;
6. Il migliore ristorante di tutta Harare è un cinese che la rosticceria "Il mandarino" dell'Arcella gli dà fumo;
7. Rimettersi la felpa dopo 4 mesi è una sensazione piacevole.
P.S. Al Festival, come sul treno o negli autobus, c'era una specie di terza classe. Le tipologie di concerti erano, infatti, tre. Quelli fuori dal recinto del festival, gratuiti e di qualità bassissima. Quelli gratuiti dentro il festival a cui si accedeva con un biglietto da 5 dollari giornalieri, di qualità discreta. Infine quelli a pagamento dentro il festival dove oltre all'entrata bisognava pagare un biglietto extra. Ovviamente come su treni e autobus la differenza di utenza era apprezzabile visivamente ed ai concerti più belli (e constosi) ci si ritrovava quasi esclusivamente circondati da bianchi.
Photos!
una scimmia è per sempre
RispondiEliminagrande
foto a bombarda!