La vicenda inizia lo scorso Venerdì attorno alle tre del pomeriggio. Sto finendo le visite nel piccolo ambulatorio del distretto di Munhava, mancano due o tre pazienti. Come spesso succede entra una tecnica di medicina e mi dice che è arrivato un bambino che sta molto male, se per favore posso vederlo.
Yes, pa' dentro. E così conosco jolindo, un anno e mezzo. Quando chiedo alla mamma cosa succede mi dice: "Està com tosse". Quindi chiedo di levarselo dalla schiena e di metterlo sul lettino. Si sgancia il pupi dalla kapulana e lo mette sul lettino. Lo vedo, sudato, sonnolento che respira con le orecchie. Appoggio il fonendo sulla schiena: nel polmone destro non entra un filo di aria, in quello di sinistra bronchi chiusi...chiedo alla mamma da quanto respira così e lei dice, serafica, che lleva ja un tempo asì. La situazione è grave, il bambino deve essere trasferito in ospedale centrale dove per lo meno hanno la possibilità di fare i raggi e dare un po' di ossigeno. Io corro alla farmacia a vedere se recupero un aerosol per migliorare un po' la situazione ma il tipo della farmacia mi dice "sheee...no temos bombas para aerosol"...provo a mettere un'agocannula al jolindo per iniziare intanto ad idratarlo ma niente non ce la faccio...uff...maledetta poca manualità italiana. Lui, mentre lo pungo e ripungo, non emette un lamento. Preparo il più veloce possibile le carte per il trasferimento in ospedale e lo porto al posto di attesa dell'ambulanza; lo lascio lì con l'infermiera e dico di aspettare l'ambulanza che sarebbe arivata a minuti così intanto avrei finito le altre visite. Ogni centro di salute ha un'ambulanza che funziona solo di giorno e che trasporta i malati più gravi all'ospedale. Sapevo che sarebbe arrivata prima la macchina per riportare me a casa e quindi torno dalla mamma e le dico che sarebbe venuta con me.
Di lì a venti minuti arriva la nostra auto e vado a prendere il Jolindo; entro nell'ampio salone dove mi stava aspettando, oramai vuoto visto l'orario, e non lo trovo. Dove cazzo sono andati? Chiedo all'infermiera che mi dice che l'ha visto uscire. Ma come uscire? Dovevamo andare in Ospedale, era grave! Chiedo ad un medico che era lì e mi dice che, a suo parere, la madre è andata dal curandeiro o dal marito per avvisare che il bambino andava in ospedale. Torno dall'infermiera e le chiedo se sapeva dove abitava sta creatura e lei dice "sheee, a casa de ela è muito longe".
Salgo in macchina e torno a casa, in amarezza.
In tutta la faccenda io ero l'unico minimamente agitato. La madre era imbronciata, sicuramente preoccupata ma comunque incredibilmente calma. L'infermiera addirittura lascia uscire la madre senza provare a fermarla.
La vicenda finisce poi oggi. Durante uma ronda con gli studenti arriviamo ad un letto per discutere di un caso e vedo che dal letto a fianco una mamma mi saluta. Lì per lì non la riconosco ma poi guardo il bambino dietro la maschera per l'ossigeno e vedo Jolindo. Ha un tubo in un polmone dal quale, mi dice il medico che lo segue, hanno tirato fuori un litro e mezzo di pus. Su dieci kg di bambino.
Mi fermo a parlare con la mamma e le chiedo perchè mai se ne fosse andata. Doveva avvisare il marito altrimenti poi non avrebbe saputo come fare, avendo il cellulare ma non i soldi per ricaricare. E' riuscita ad andare ad avvisarlo e a tornare a prendere l'ambulanza quello stesso pomeriggio.
Già che c'è e che ha acquisito una certa confidenza mi espone un problema pratico. In ospedale danno poco da mangiare al jolindo e soprattutto poco latte. Lei non ha i soldi per portarglielo, non è che potevo comprargli un pacote de leite? Le dico che va bene che sarei tornato nel pomeriggio col latte.
Ho preferito tornare il pomeriggio perchè mi vergognavo a darle il latte davanti agli altri medici, è una cosa che loro non farebbero mai.
Così sto pomeriggio torno, le do il latte, faccio due chiacchere ancora, e me ne esco nascostamente quando sento che dalla porta alle mie spalle mi gridano "boa tarde, doctor". Mizzica, un gruppeto di cinque studenti era nella stanza a fianco ed aveva assistito a tutta la scena. Se la ridevano.
Ciao Dani,
RispondiEliminain bocca al lupo...
è difficile fare un complimento sul racconto dato che risulta essere una cronoca di eventi e disgrazie...ma devo dire che riesci a far trasparire un sentimento di compassione
p.s.Il nome del blog è legato all'origine del gin&tonic (http://en.wikipedia.org/wiki/Gin_and_tonic#History)?
Caro jolindo! gli era crescituo un brufolo interno!
RispondiEliminaI gin tonics sono contro la malaria, quindi può dargline doctor.
carica foto da qualche parte, che ci illumini sto caiser di cielo uggioso...
bjos
beb
Ostia Dani, espero que Jolindo se cure!suerte jolindooooooooooo
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