lunedì 28 febbraio 2011

Bye Bye

Oggi ho salutato Giada che è stata mia coinquilina per questo primo mese ed è ripartita per l'Italia. Devo dire che adesso mi sentirò sicuramente un po' più solo. Giada è molto simpatica. Ma la cosa che più mi mancherà di lei è il fatto che era una persona normale. Senza tante sovrastrutture ad incasinarle pensieri e comportamenti. Questa ho imparato essere una caratteristica molto rara a Beira dove la maggior parte degli espatriati sono personaggi super particolari. Con lei si poteva fare un discorso normale, ti lasciava parlare, ascoltando, e pure lei parlava ma non ininterrottamente. E' stata lei che mi ha portato per la prima volta al forno indigo, con lei ho preso il primo chapa ed ho fatto il primo giro al maquinino. Tutte tappe fondamentali di vita beirense.

Ma oggi è stato un doppio giorno di despedida. Anche se questa seconda suona più come un'addio. In ospedale infatti ho salutato Doctora Nadia. Doctora Nadia non è che la chiami io così perchè sono in confidenza. Qui infatti tutti i medici vengono chiamati solo per nome. Cioè io in ospedale sono, per tutti, Doctor Daniel. Comunque Doctora Nadia è una ragazza di 26 anni neolaureata che mi ha aiutato all'inizio in ospedale soprattutto nel capirci qualcosa con le malarie delle quali io sapevo ben poco. Lei si è laureata a Dicembre e, dopo appena due mesi, il governo la manda a lavorare in un ospedale rurale di una provincia in campagna. Lei diventerà tra pochi giorni direttore clinico di un distretto di qualche decina di miglaia di persone. In effetti sarebbe come se io fossi già direttore dell'ospedale di Rovigo. Questo è dovuto al fatto che di medici mozambicani fino a dieci anni fa non ce ne erano perchè a causa della guerra l'università si era fermata. Episodio divertente con Nadia. Il primo giorno di reparto dovevo scrivere in una consulenza la parola esquerdo, sinistro. Beh, non sapevo se si scrivesse con la q e quindi le chiesi: "Tenho que escribir con q", pronunciando q come in Italia cioè cu. La Nadia mi scoppia a ridere, chiama le infermiere e le racconta l'accaduto e tutte insieme ridono sguaiatamente. Come solo qui ridono, senza freni,sguiatamente. Il fatto è che cu qui sta per culo, in pratica le ho chiesto "devo scrivere col culo?". Figuron!


2 commenti:

  1. Proprio figuron,niente da dire!Effettivamente più che scrivere COL culo tu normalmente scrivi DA culo...
    Oh,ma parliamo della foto (rarissima) allegata:dacci qualche ragguaglio sui due maschioni che circondano la Giada!A sinistra c'è Mr. "si vede il marsupio?" e a destra la Cravatta migliore del secolo, comoda anche come deltaplano, mi pare.Chi sarebbero?

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  2. jajajaj que papelón!!!! entrada triunfal la tuya Dani!!! Ma la tua faccia di felicità nella foto a cosa si deve? c'è un'altra persona alla tua sinistra che hai tagliato e ti sta infilando qualcosa in CULO?

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